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Primo scenario (molto narrativo: il luogo è un imprecisato paese europeo, l’ambientazione temporale dovrebbe coincidere con i secoli dell’inquisizione spagnola): l’eretico o la strega o quello in trattativa col demonio, fuggono dal paese, alle loro spalle una folla inferocita con le torce ardenti  ed i forconi acuminati li insegue e vuole la loro testa.

Secondo scenario (oggi, pianura padana, piccolo paesello della bassa, in una scuola elementare): un bambino  con sindrome di Asperger comincia a tirare i sassi contro i suoi compagni di classe, questi reagisco e in gruppo vogliono fargli la pelle. Vengono separati e messi in classe. Il bambino con sindrome da Asperger viene isolato, portato via dalla bidella. Gli altri compagni chiusi nell’aula battono i pugni sui banchi e ripetono ossessivamente: “Vendetta, vendetta…”

Gli schemi ritornano, passano dalla narrativa alla realtà, si muovono attraverso i secoli ripetendosi e riproducendosi con il materiale a disposizione. Il merito della psicologia è di aver banalizzato l’uomo

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